Bottrighe e la sua parrocchia
di Roberto Marangoni
Ventaglio n. 41 - Luglio 2010
STORIA-TRADIZIONI


Nel corso degli ultimi tre secoli della storia di Bottrighe, risulta che ben trentasei sacerdoti hanno retto la sua parrocchia. Dall’inizio del 1707 alla fine del 1708 si trova il nome di padre Ercole De Cenedis, che apre una lista ininterrotta fino ai nostri giorni.
La costituzione della parrocchia è però antecedente, come ci avvertono anche gli storici Groto e Silvestri. Per il suo avvio bisogna fare un passo all’indietro e risalire al periodo in cui iniziò il legame di questa zona rivierasca con la nobile famiglia Tassoni, che fu infeudata del territorio di Bottrighe dal marchese Borso d’Este, e che visse e soggiornò a Bottrighe dal XIV a tutto il XVIII secolo.
La chiesa, dedicata già dalla sua prima costruzione ai santi Francesco d’Assisi e Francesco di Paola, fu infatti fatta erigere dai Tassoni. Consacrata dal vescovo di Adria monsignor Lorenzo Laureti, fu portata a dignità di parrocchia con atto rogatorio del 20 giugno 1593, mettendo fine alla dipendenza spirituale dalla parrocchia adriese della Tomba. Nell’occasione il conte Giulio Estense Tassoni assicurava alla neo-costituita parrocchia di Bottrighe sessanta scudi all’anno per la manutenzione del tempio e per il sostentamento del rettore.
La chiesa fu costruita nei pressi dell’attuale e vi era annesso anche il camposanto. I frati Carmelitani di Ferrara furono i primi che si dedicarono alla guida della parrocchia e qui si insediarono con un convento su richiesta del conte Tassoni. Questo importante passaggio storico viene così descritto da Alberino Gabrielli nel suo famoso studio “Comunità e Chiese nella diocesi di Adria-Rovigo”: “Tassoni aveva contattato i PP Carmelitani del Monastero di S. Paolo di Ferrara, chiedendo il loro apporto per la nuova comunità parrocchiale. Il Capitolo Generale, riunito il 2 aprile 1602, aveva stabilito la fondazione di un ‘conventolum’ a Bottrighe con quattro religiosi per la cura d’anime, sottolineando che la decisione era stata regolarmente ratificata dal vescovo di Adria”.
Il primo curato fu fra’ Timoteo da Ferrara ma, come detto, solo dal 1708 è presente un computo completo dei parroci che hanno retto la cura delle anime di Bottrighe ad iniziare dal citato padre Ercole De Cenedis. L’anno successivo la guida della parrocchia passa a padre Carlo Maria Ceria (1709-1709), seguito da padre Gerardo Agazzi (1710-1710), padre Elia Borghi (1710-1710), padre Angelo Panceri (1710-1712), padre Nicola Zanolini (1713-1716), padre Alfonso Giussani (1717-1720), padre Cirillo Grantosio (1721-1722), padre Domenico Maria Paolucci (1722-1725), padre Angelo Broghi (1725-1731), padre Giuseppe Chiodo (1732-1733), padre Giovanni Battista Ceni da Brescia (1733-1734), padre Alessandro Lussana (1739-1740), padre Agostino Bisi (1741-1749), padre Luigi Bondioli (1756-1762). Troviamo poi padre Stefano Granelli (1762-1769), l’ultimo dei carmelitani che resse la parrocchia.
I Carmelitani lasciarono infatti Bottrighe in seguito alla legge promulgata il 7 settembre 1768 dalla Repubblica Veneta che decretava la chiusura dei piccoli conventi. E’ così che il 12 maggio 1769 da casa Donà Tassoni viene nominato parroco don Giuseppe Grotti.
Frattanto su ordine del magistrato Emà, terminano i privilegi alla parrocchia concordati con la nobile casata, e all’orizzonte si profilano problemi di varia natura, ad iniziare dalle condizioni della chiesa che si fanno via via più precarie per l’estraniarsi dei Tassoni, finché si giunge al 1846 quando la chiesa, ormai pericolante, viene abbattuta in vista di una radicale ricostruzione che sarà quella definitiva.
In questo lasso di tempo di quasi ottant’anni si succedono vari parroci ad iniziare da don Grotti che governò la parrocchia per quasi un trentennio, sino al 1798. Seguirono poi don Pietro Suppin (1798-1810), don Michele Gennari (1810-1820), don Vincenzo Pozzato (1820-1825), don Alessandro Benassuti (1825-1836), don Pietro Zecchini (1837-1843), don Giuseppe Brazzale (1843-1847).
Si giunge così a don Antonio Campana (1847-1862), il presule che provvide, assieme ai bottrighesi, alla costruzione dell’attuale chiesa. Il conte Lodovico Tassoni non partecipò infatti al finanziamento della nuova opera che sorse con il contributo del Comune di Bottrighe e di tutta la sua popolazione, con l’appoggio determinante del vescovo Squarcina.
Nel tempio ricostruito, il 24 settembre 1854 il vescovo Giacomo Bignotti celebrò la prima messa solenne.
A reggere la parrocchia troviamo poi don Pietro Marani (1862-1866), seguito da don Antonio Zanchetta (1866-1870), don Sante Vianello (1871-1880), don Giuliano Marabese (1881-1921), che svolse la sua funzione di parroco per ben quarant’anni. Grazie al suo interessamento nel 1889 venne ricostruito il vecchio campanile.
Seguirono monsignor Armando Tenani (1921-1934), il cui nome è legato alla costruzione della scuola materna, monsignor Antonio Petracchini (1934-1960), monsignor Vincenzo Polo (1960-1976) e l’attuale arciprete, don Antonio Cappato, che regge la parrocchia di Bottrighe da trentaquattro anni.
A don Cappato va il merito, oltre alle riconosciute doti di intraprendenza e amore verso il paese, di aver portato, grazie anche al sostegno della popolazione, a compimento i lavori per il restauro completo della torre campanaria con l’installazione del nuovo angelo bronzeo che ha sostituito l’antica scultura lignea. Quest’ultima, in seguito ad un delicato intervento conservativo, potrà, in futuro, rimanere all’interno della chiesa a disposizione dei visitatori.