Fabio Bossetto parla di Hieronumus Bosch

A cena con Hieronymus Bosch

Il pittore ospite degli Amici dell’arte

Rovigo, Veneto – Serata importante, per gli ‘Amici dell’arte, la conviviale di ottobre: soci e ospiti, riuniti all’Hotel Cristallo, hanno conosciuto uno dei maggiori artisti della seconda metà del XV secolo, il pittore olandese Hieronymus Bosch, di cui ricorre il quinto secolo dalla morte. A spiegarne l’opera e la figura, il pittore, scultore, architetto ed esperto d’arte, oltre che insegnante e conferenziere, Fabio Bossetto, invitato dalla presidente del ‘Circolo polesano degli Amici dell’arte’ Cristina Destro.

conviviale degli amici dell'arte con Jeronymus Bosch Genio eccentrico e profondamente innovativo dell’arte europea, poco si sa della formazione artistica di Hieronymus Bosch, oltre al fatto che il suo apprendistato avviene nella bottega paterna dove si praticava la pittura, compresa quella sulle sculture lignee, la produzione e doratura  di arredi sacri.

Il matrimonio del giovane  Hieronymus con una ricca borghese eleva il suo rango sociale e lo induce a lasciare l’impresa di famiglia per aprire uno studio proprio nella bella casa della moglie dove si è trasferito. Grazie alla nuova posizione sociale entra nella confraternita di Nostra Diletta Signora e viene inserito fra i notabili.

” La ricchezza inventiva di Bosch – ha iniziato a spiegare Fabio Bossetto entrando nel merito di una produzione per molti versi visionaria,  in cui i posteri hanno ipotizzato un legame con la psicanalisi –  è da collegare con le dottrine religiose e intellettuali dell’Europa centro – settentrionale che, diversamente dall’Umanesimo italiano, negavano la supremazia dell’intelletto. Quello che Bosch mette in scena, con grande ironia, sono i conflitti dell’uomo rispetto alle regole imposte dalla morale religiosa. Composizioni bizzarre e stravaganti, ricche di simbolismi che si agitano in un universo nutrito di pensieri foschi, sogni, paure, dove un sistema orgiastico  ruota in perfetta armonia spaziale, stilistica e cromatica”.

Grazie al supporto di materiale multimediale, il relatore ha, quindi, accompagnato i presenti nella scoperta visiva e nell’interpretazione di alcune delle opere più note e famose del pittore fiammingo su cui la relazione di apertura aveva sollevato molto interesse e curiosità.  ‘L’estrazione della pietra della follia’, ‘Cristo portacroce’, il ‘Trittico del carro del fieno’ e altre tele, indagate con ricchezza di particolari, hanno suscitato domande e commenti fra i soci, tutti appassionati dell’arte e del bello.

Federica Panziera

Conviviale degli amici dell’arte con Jeronymus Bosch