Ventaglio n.55 – Luglio 2017

Rovigo Capitale della Cultura

Si è discusso molto in questi ultimi mesi circa la possibilità, nata da una proposta del prof. Gaffeo, che Rovigo avanzi la propria candidatura a divenire Capitale della Cultura nel 2020.
La recente individuazione di Mantova come “capitale della cultura 2016” – seguita da un eccezionale scatto di popolarità della città lombarda, con conseguenti importanti iniziative non solo sul piano culturale, ma anche nell’ambito economico e più in generale dell’immagine – è stata vista da più parti come un esempio da imitare. E tra Adige e Po si sono accesi gli entusiasmi, facendo registrare varie positive prese di posizione a favore di azioni utili per concorrere all’assegnazione dell’ambito riconoscimento.
Le molteplici iniziative sul piano culturale, che a Rovigo si stanno susseguendo in questo mese di maggio (mentre si sta per concludere l’impaginazione di questo numero del Ventaglio) sono viste da più parti come un buon trampolino di lancio per un avanzamento delle procedure volte a sostenere l’ambita designazione.
E anche la presente rivista è stata raggiunta da sollecitazioni a farsi sostenitrice di tale candidatura, cosa che qui facciamo senza difficoltà alcuna, sottolineando le positività artistiche e culturali di Rovigo e provincia, necessarie basi per sostenere il progetto.
(dall’editoriale di Lino Segantin)

Ventaglio n.54 – Gennaio 2017

All’insegna dell’arte
Si apre all’insegna dell’arte questo numero del Ventaglio, con vari interventi che ci invitano ad accostarci alla produzione di artisti di ampio livello internazionale. Le prime pagine sono dedicate all’importante mostra allestita a Palazzo Roverella, “I Nabis, Gauguen e la pittura italiana d’avanguardia”, che sta richiamando a Rovigo un crescente numero di estimatori. Una mostra che, fra l’altro, accanto ad artisti di grande fama internazionale, propone nell’ultima sala – quella dedicata agli epigoni dei pittori del rinnovamento avviato a fine Ottocento dai Nabis – alcune grandi tele del rodigino Mario Cavaglieri (1887-1969) affascinato dalla forza evocativa del colore.
Nel cinquecentesimo anniversario della morte del grande Giovanni Bellini (1433-1516), era poi doveroso un ricordo dell’insigne maestro del Rinascimento presente nella pinacoteca rodigina con due opere. Lo abbiamo fatto proponendo una riflessione sulla dolcissima immagine rappresentante “La Madonna con Bambino”, quadro di vera eccellenza, esposto assieme all’altrettanto famoso “Cristo portacroce” dello stesso artista rinascimentale. Un invito ad ammirare le due importanti opere, ma anche a non dimenticare le eccellenze racchiuse nella Pinacoteca rodigina, i cui quadri più noti spesso vengono richiesti per eventi espositivi in varie parti del mondo.
(estratto dall’editoriale di Lino Segantin)

Ventaglio n.53 – Luglio 2016

Recuperare, Documentare, Valorizzare
In questo numero del Ventaglio, le proposte di conoscenza e valorizzazione del patrimonio culturale ed ambientale del Polesine partono dalla parte più orientale del nostro territorio. Il volume n. 53 si apre infatti con l’articolo “Documentare il Delta” che per certi aspetti si presenta bipolare: da una parte si configura come un invito a visitare la mostra del Centro di Documentazione di Porto Tolle, ripercorrendo la storia dell’originale territorio creato dal fiume ed evidenziando soprattutto le consuetudini di vita e lavoro di chi ci ha preceduto; dall’altra è un grido di dolore e denuncia per la condizione di abbandono in cui versa il Centro stesso. Che pur ha recentemente avuto una visibilità importante, dato che proprio da questa raccolta museale sono stati tratti elementi di documentazione utilizzati lo scorso anno all’Expo di Milano.
E se è vero che, sempre lo scorso anno, il Delta ha avuto il prestigioso riconoscimento UNESCO di territorio MAB – ovvero di presidio e salvaguardia della biosfera a livello internazionale – è altrettanto vero che ciò non basta per creare occasioni di visitazione ed incentivare il sempre atteso decollo turistico del territorio ambientalmente più pregiato del Polesine.
In quest’ottica l’esposizione museale sopraccitata costituisce certamente un punto importante di qualificazione, che ovviamente non va trascurato ma piuttosto incrementato. E dovrebbe finalmente anche essere messo a punto un piano per il recupero di quei beni architettonici che qualificano il territorio del delta; beni che di anno in anno si stanno deteriorando, rischiando irrimediabilmente di scomparire. Tanto per fare qualche esempio relativo a problematiche di ripristino, di cui negli anni scorsi ci siamo occupati, torniamo qui a riproporre un’azione finalizzata al recupero di Palazzo Camerini nell’isola interfluviale di Polesine Camerini, nonché di Palazzo Restelli col suo parco ottocentesco a Boccasette, ed ancora di alcune interessanti corti rurali, identificate come possibile base per un albergo diffuso.
(estratto dall’editoriale di Lino Segantin)

Ventaglio n.52 – Gennaio 2016

Dipinti polesani richiesti in Italia e nel mondo

Buone notizie quelle che riguardano il patrimonio artistico del Polesine, fatto oggetto di richieste per esposizioni in importanti eventi d’arte in Italia e nel mondo.
L’ultima richiesta giunge dalla Gran Bretagna, e precisamente dalla Royal Academy of Arts di Londra, che ha inviato alla parrocchia lendinarese di S. Sofia una circostanziata lettera per ottenere il prestito dell’opera rinascimentale di Domenico Mancini “Madonna con Bambino ed Angelo musicante”.
Per restare nell’ambito pittorico annunciamo che la tradizionale grande mostra annuale del Roverella, nel 2016, verrà allestita a Settembre: sarà dedicata a Gauguin, i Nabis e la loro influenza sull’arte italiana. Ma le sale del Roverella non rimarranno vuote, giacché a partire dal 20 novembre 2015 lo storico palazzo ha riaperto i battenti per proporre una importante rassegna delle tele dell’Accademia dei Concordi e del Seminario Vescovile di ritorno dall’importante mostra in Valle d’Aosta.
Sarà utile allora seguire i programmi di visite al Roverella per conoscere le “nostre” opere tanto apprezzate in Val d’Aosta. Sarebbe bello portarci, poi, nel dirimpettaio palazzo Roncale ed ammirare le realizzazioni artistiche qui esposte (vedasi Gli interni del Roncale, pag. 8 di questo numero).
L’itinerario pittorico ci porterà quindi a Lendinara per far conoscenza con l’opera del Mancini prima che questa lasci il duomo di Santa Sofia per l’Inghilterra. La tappa successiva potrà essere a Badia (articolo a pag. 142), per ammirare i dipinti dell’importante collezione Balzan.
(estratto dall’editoriale di Lino Segantin)

Ventaglio n.51 – Luglio 2015

Benvenuti in Polesine

Benvenuti nel Delta, riserva UNESCO della biosfera!
Una bella foto, scattata dal portovirese Daniele Soncin, caratterizza la copertina di questo numero di Ventaglio Novanta, che intendiamo dedicare all’importante riconoscimento internazionale attribuito al nostro Delta. Un’immagine, questa, che apre il 26° anno di attività ininterrotta della rivista edita da Turismo & Cultura, nata con la dichiarata finalità di far conoscere le interessanti peculiarità (spesso poco note) del Polesine, puntando su un doppio obiettivo: diffondere tra i polesani la consapevolezza dei pregi paesaggistici, artistici e delle eccellenze che caratterizzano in vari campi il nostro territorio, e favorire nel contempo occasioni di apprezzamento da parte dei turisti che, soprattutto con la bella stagione, raggiungono la provincia solcata dai grandi fiumi.
E a proposito di questi ultimi, ci fa davvero piacere che l’uscita di questo numero coincida con l’arrivo di una carovana di camperisti a Rosolina Mare, con i quali avremo modo di intrattenerci nell’area ambientalmente più pregiata del nostro territorio, quella del Delta, che ha appena ottenuto il significativo riconoscimento di zona pregio, rientrante nel programma UNESCO “Man and biosphere”.
(estratto dall’editoriale di Lino Segantin)

Ventaglio n.50 – Gennaio 2015

Polesine, un viaggio che sorprende

Siamo giunti all’edizione n. 50 di questa “piccola enciclopedia della terra tra i Due Fiumi”. 50 numeri di Ventaglio90, 25 anni di attività: cifre significative, che ci restituiscono un impegno prezioso volto alla conoscenza e alla divulgazione delle bellezze storico-artistiche e delle più significative particolarità dell’ambiente, delle tradizioni, dei personaggi, della creatività, insomma di tutto ciò che “fa cultura” in questa nostra provincia.
Un viaggio sempre emozionante, e un traguardo davvero importante, tanto da non poter non essere celebrato con l’inserimento di questo numero nella “Settimana dei Beni Culturali in Polesine”, che al tema dei “Viaggiatori polesani e viaggiatori in Polesine” dedica la sua XX edizione. Un’edizione che – grazie alla sinergia tra tutte le istituzioni, pubbliche e private, che vi partecipano, riunite nel Comitato Permanente per la Conservazione e la Valorizzazione dei Beni Culturali ed Ambientali in Polesine che ho l’onore di coordinare – serve sempre più a creare quell’idea di “rete della cultura” quanto mai necessaria in questi tempi particolari, dove alla crisi socio-economica si aggiungono delicati passaggi di trasformazione amministrativa, quale quello che sta attraversando l’ente Provincia.
(estratto dall’editoriale di Lino Segantin)

Ventaglio n.49 – Luglio 2014

Alla ricerca del bello

Un autentico scoramento ha prodotto in quanti sono interessati alla valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale del Polesine il vile atto che ha ridotto in cenere il casone di Scano Boa, uno dei più amati simboli del delta.
E’ davvero disarmante constatare che esiste la “voglia del brutto”, che si esprime distruggendo ciò che è bello e utile, imbrattando con stupide iscrizioni opere appena realizzate, collocando rifiuti in aree destinate alla fruizione del tempo libero, deturpando gratuitamente cose e ambienti. Una linea di condotta che purtroppo persiste dall’antichità, atti che vengono classificati come vandalici, a ricordo della furia distruttrice della tribù di barbari il cui obiettivo non era soltanto la conquista di territori, ma la sistematica distruzione di quanto di bello ed ammirevole avevano realizzato i romani, dando vita ad una civiltà di cui anche nel nostro Polesine permangono importanti tracce.
Tra queste i bellissimi vetri, ottimamente esposti nel museo archeologico di Adria, che non mancheranno di essere al centro dell’attenzione in questo 2014, in cui, tra i tanti avvenimenti dedicati alla memoria, non si potrà trascurare la coincidenza storica del bimillenario della morte dell’imperatore Ottaviano Augusto.
(estratto dall’editoriale di Lino Segantin)

Ventaglio n.48 – Gennaio 2014

All’insegna dell’arte

Si apre all’insegna dell’arte questo numero del Ventaglio. Innanzitutto un ‘assaggio’ de “L’Ossessione Nordica”, l’ evento atteso a partire dal 22 febbraio 2014 al Roverella (pag.8), mentre fino a metà gennaio è attiva la mostra “I Mai Visti”, dedicata alla riscoperta dei preziosi quadri custoditi dall’Accademia dei Concordi, alcuni dei quali mai prima esposti.
A seguire “Rovigo nella Rotonda” (pag.10), ovvero come il capoluogo del Polesine è rappresentato nelle grandi tele seicentesche che impreziosiscono il tempio ottagonale, al quale viene dedicata la copertina di questo numero del Ventaglio. Si passa poi ad indagare su pregiate testimonianze d’arte nell’area del Delta, mediante il percorso “Da Loreo a Rosolina”(pag.14), per tornare ancora a Rovigo ad illustrare l’architettura e la storia del “Palazzo della Provincia” (pag.20), e poi a compiere un itinerario “Sulle orme della Crocerossa” (pag.38). Un percorso questo finalizzato ad individuare gli edifici storici che furono messi a disposizione della CRI nel corso della prima guerra mondiale (a ricordo della quale durante il 2014 non mancheranno iniziative di studio e memoria).
Restando a Rovigo, nell’ambito dell’architettura, approfittiamo di questo spazio per annunciare un altro importante evento previsto per la primavera 2014: la riapertura del Salone del Grano della Camera di Commercio, dopo i complessi lavori di restauro della volta vetrata. E va detto che un apprezzato saggio del riuscito restauro si è avuto lo scorso 9 novembre, con una temporanea apertura del luminoso salone, in occasione della premiazione della Fedeltà al Lavoro e dei Polesani che hanno onorato la provincia nel mondo.
(estratto dall’editoriale di Lino Segantin)

Ventaglio n.47 – Luglio 2013

Il buon esempio

Conoscere il territorio è il presupposto indispensabile per amarlo e quindi per dare vita ad iniziative di salvaguardia e valorizzazione. Ed è indubbio che negli ultimi anni – checché ne dicano i mai contenti o i detrattori del Polesine per partito preso – le iniziative di conoscenza si sono moltiplicate, coinvolgendo un numero crescente di persone ed appassionati. Una giornata sicuramente esemplare è stata quella del 12 Maggio scorso (subito dopo la quale ci accingiamo a scrivere queste note che concludono il n. 47 del Ventaglio), caratterizzata da seguite proposte di esplorazione e conoscenza del territorio, che hanno suscitato sinceri apprezzamenti. Tra le altre citiamo la “camminata” del Ctg a Crespino alla scoperta di aspetti storici, architettonici ed ambientali, una analoga uscita alla volta di Fenil del Turco e dintorni sostenuta dal patrocinio del Comune di Rovigo, e la grande manifestazione rodigina di rievocazione storica “Con le mani nella Storia”, che ha coinvolto centinaia di persone, non poche delle quali hanno varcato per la prima volta le porte del Museo dei Grandi Fiumi.
(estratto dall’editoriale di Lino Segantin)

Ventaglio n.46 – Gennaio 2013

Buon Polesine!

Suona bene “Civitanova Polesine”, il nome che è stato scelto per dar vita alla nuova realtà amministrativa che raggrupperà sei comuni (Arquà Polesine, Costa, Frassinelle, Pincara, Villamarzana e Villanova del Ghebbo) dell’area centrale di quella che ancora oggi possiamo definire la nostra provincia.
Suona bene la prima parte, “Civitanova”, indicante valori di impegno del “civis”, il cittadino consapevole dei suoi doveri prima ancora che dei suoi diritti; e “nova” che fa riferimento ad un rinnovamento che induce a più di qualche speranza. Un termine, “Civitanova”, che riattualizza il fiero passato della nascita dei Comuni, un periodo di impegno collettivo, caratterizzato dal rifiorire di molteplici iniziative, che portarono ad una positiva rinascita sociale e culturale della nostra penisola.
Ma suona bene anche la seconda parte, “Polesine”, proprio in questo fine 2012 in cui, per decisione governativa, sta per finire l’autonomia della nostra Provincia destinata (a quanto decretato) ad aggregarsi a Verona. Suona bene perché ribadisce la peculiarità di un territorio ben riconoscibile, delimitato dal corso dei grandi fiumi e da secoli chiamato appunto “Polesine”. Un’indicazione territoriale questa che nessuno ci può togliere.
(estratto dall’editoriale di Lino Segantin)