Ventaglio n.46 – Gennaio 2013

Buon Polesine!

Suona bene “Civitanova Polesine”, il nome che è stato scelto per dar vita alla nuova realtà amministrativa che raggrupperà sei comuni (Arquà Polesine, Costa, Frassinelle, Pincara, Villamarzana e Villanova del Ghebbo) dell’area centrale di quella che ancora oggi possiamo definire la nostra provincia.
Suona bene la prima parte, “Civitanova”, indicante valori di impegno del “civis”, il cittadino consapevole dei suoi doveri prima ancora che dei suoi diritti; e “nova” che fa riferimento ad un rinnovamento che induce a più di qualche speranza. Un termine, “Civitanova”, che riattualizza il fiero passato della nascita dei Comuni, un periodo di impegno collettivo, caratterizzato dal rifiorire di molteplici iniziative, che portarono ad una positiva rinascita sociale e culturale della nostra penisola.
Ma suona bene anche la seconda parte, “Polesine”, proprio in questo fine 2012 in cui, per decisione governativa, sta per finire l’autonomia della nostra Provincia destinata (a quanto decretato) ad aggregarsi a Verona. Suona bene perché ribadisce la peculiarità di un territorio ben riconoscibile, delimitato dal corso dei grandi fiumi e da secoli chiamato appunto “Polesine”. Un’indicazione territoriale questa che nessuno ci può togliere.
(estratto dall’editoriale di Lino Segantin)

Ventaglio n.45 – Luglio 2012

Una terra chiamata Polesine

Inutile nasconderlo. Siamo tutti più poveri! E si appannano anche alcune speranze di ripresa e riscatto definitivo di questa terra chiamata Polesine. Che però continuerà a chiamarsi così, anche se verrà cancellata la Provincia e forse il territorio si troverà, in un non lontano futuro, inserito in un’aggregazione più ampia.
Resteranno in ogni caso i grandi fiumi. E alla “Mesopotamia d’Italia” il Ventaglio continuerà a dedicare il proprio interesse, dando spazio a quanti (da questo punto di vista fortunatamente i numeri sono in crescita, e ciò fa ben sperare) sono interessati a valorizzare il territorio, a scoprirne le peculiarità sotto il profilo naturalistico, storico, artistico e a produrre eventi e motivi di speranza. E quest’ultima non può prescindere dal Delta. Ad una significativa porzione del quale dedichiamo l’articolo di apertura di questo numero del libro-rivista: un itinerario tra le valli di Rosolina e la Laguna di Caleri.

Ventaglio n.44 – Gennaio 2012

L’identità del Polesine

Ha tenuto banco nei mesi scorsi l’ipotesi dell’abolizione della Provincia di Rovigo, accendendo anche un dibattito sulla futura aggregazione del nostro territorio: con Padova o con Ferrara? Problematica poi accantonata dal successivo annuncio della futura soppressione di tutte le amministrazioni provinciali. Sarà davvero così?
In realtà, al di là degli annunci definitivi, non mancano i dubbi che si giunga a cancellare con un colpo di spugna una storia ultrasecolare, e nel dibattito che si è originato in Polesine si sono registrate prese di posizione a favore del mantenimento della Provincia non solo da parte di amministratori, politici e personalità della cultura, ma anche di persone comuni che nell’istituzione provinciale individuano un ruolo di salvaguardia dell’identità territoriale.
Un territorio chiamato Polesine, che forse tardivamente si è imparato a conoscere e conseguentemente ad apprezzare per le sue peculiarità paesaggistiche, i suoi non trascurabili beni culturali e la varietà della sua storia e delle sue tradizioni. Sembra finalmente caduta l’immagine – resistita per vari decenni – del Polesine visto come un’area marginale, terra delle nebbie e dell’alluvione. Grazie anche a non poche iniziative di valorizzazione (di cui questa rivista si è fatta spesso portavoce e promotrice) il nostro territorio si presenta ora con un appeal più interessante: terra dei fiumi, dei borghi e di esclusività artistiche e culturali; area non più negletta, ma agevolata dalla presenza di sistemi stradali, ferroviari e idroviari, che ne favoriscono la visibilità e la fruibilità nel contesto nazionale.

Ventaglio n.43 – Luglio 2011

I marchi del Polesine

La chiusura di questo numero del Ventaglio è coincisa con la presentazione – tenutasi a Rovigo lo scorso 8 maggio – del marchio di valorizzazione della pesca polesana.
“Pesca amica/ miglio zero” è lo slogan che contraddistingue il nuovo logo caratterizzato, sul piano grafico, da linee blu che si intersecano in una sorta di cuneo a simboleggiare il delta del Po. Un marchio che rappresenta il raggiungimento di una intesa tra più soggetti con l’obiettivo di promuovere la produzione ittica e la mollischicoltura nel comprensorio del Parco del Delta. Un progetto che vede come capofila ed attuatore il Parco del Delta Veneto, che si avvale dell’organizzazione di Coldiretti ed Unci (Unione Nazionale Cooperative Italiane della Pesca e dell’Acquacoltura) e del patrocinio della CCIAA di Rovigo.
(estratto dall’editoriale di Lino Segantin)

Ventaglio n.42 – Gennaio 2011

Un turismo a più voci

Porgo un cordiale saluto a tutti i lettori della rivista Ventaglio Novanta ed esprimo il mio orgoglio alla partecipazione al 42° numero, per rinnovare e rafforzare in tutti la convinzione che il nostro territorio ha tutte le carte in regola per ben figurare sul piano dell’offerta turistica. Ne è solo un esempio l’esposizione della mostra dedicata all’Ottocento Elegante a Palazzo Roverella, descritta qui in anteprima, che auspico sarà occasione di attrattiva per numerosi turisti, polesani e non, desiderosi anche di raggiungere il Delta del Po.
Auspico, inoltre, con la collaborazione dei soggetti istituzionali, degli operatori e delle associazioni locali attive sul territorio, la creazione di una formula di accoglienza turistica integrata e completa che parta dalla volontà e dall’esigenza di migliorare la qualità della ricettività, proponendo itinerari storico-culturali, per gli amanti della natura e dello sport, ma anche della buona cucina.

Ventaglio n.41 – Luglio 2010

Ventaglio e Polesine

La rivista “Ventaglio ‘90” compie vent’anni. Un traguardo mirabile di fronte a tante instabilità e discontinuità che caratterizzano i nostri tempi.
Un risultato che è frutto di un progetto editoriale valido, capace di trovare sempre nuova linfa vitale e soprattutto che ha saputo nel tempo mantenere fede ad un obiettivo preciso: dare un’immagine positiva del Polesine come terra ricca di bellezze e di cultura, creando la coscienza che questa provincia non è una terra incolta e sfortunata, ma un luogo copioso di storia, di architettura, di natura, insomma una originale “Mesopotamia Italica”.
La raccolta di tutti i numeri di questa rivista può essere considerata una sorta di enciclopedia del Polesine, una fonte esauriente e completa del patrimonio polesano: dalla storia ai personaggi illustri, dai musei agli eventi culturali più rilevanti, dall’ambiente alle tipicità gastronomiche e alle attività artigianali.
(estratto dall’editoriale di Laura Negri, Assessore Provincia di Rovigo)

Ventaglio n.40 – Gennaio 2010

40

Chi avrebbe mai avuto l’ardire, un anno fa, di proporre la chiusura alle auto del rodigino Corso del Popolo? Eppure in molti negli ultimi tempi si sono convinti dell’opportunità di negare il corso ai mezzi a motore. Un’opinione questa maturata durante l’ultima fase dei lavori di riqualificazione dell’arteria urbana, quando la fruizione pedonale del primo tratto recuperato ha fatto scoprire il piacere di passeggiare in uno spazio ampio, silenzioso ed esteticamente gradevole. E nel contempo è stato constatato che il traffico automobilistico, interdetta la via centrale, ha trovato soluzioni diverse.
Non sappiamo quale sarà la decisione che alla fine sarà adottata. Forse prevarrà una proposta intermedia, in modo da consentire un traffico limitato, riservato ad autobus, taxi e mezzi di servizio, al fine di non togliere completamente il godimento ciclo-pedonale del nuovo corso.
Ciò che va sottolineato, in ogni caso, è questo nuovo modo di guardare alla città. Un’ottica del tutto impensabile una ventina di anni fa, quando le tematiche di riqualificazione ambientale risultavano ancora appannaggio di una ristretta minoranza. E proprio 20 anni fa, sul finire del 1989, prendeva corpo l’ipotesi di dar vita a questa rivista giunta con il presente volume al suo quarantesimo numero.
(dall’editoriale di Lino Segantin)

Ventaglio n.39 – Luglio 2009

Pionieri

olesine, terra vocata all’accoglienza e al turismo. Un’idea fino a qualche anno fa da molti ritenuta balzana e priva di fondamento, che oggi, viceversa, viene sempre più considerata realistica e perfino strategica. Un concetto – e quindi anche un obbiettivo da perseguire con convinzione – su cui si sono soffermati, tra gli altri, gli autorevoli relatori che lo scorso 8 Maggio hanno partecipato alla “7° Giornata dell’Economia”, svoltasi presso la Camera di Commercio.
L’idea che il Polesine abbia potenzialità e valori che assicurano una buona vivibilità a chi vi risiede, e che costituiscono motivi di apprezzamento da parte di chi ha occasione di soggiornarvi per motivi turistici o anche per necessità di natura lavorativa, emerge con evidenza in molti degli articoli di questo 39° numero del Ventaglio. Un’edizione che si apre sottolineando l’eccezionale “new entry” del neo-inaugurato Museo Archeologico Nazionale di Fratta nel Sistema Museale Polesano. Seguono articoli che suggeriscono vari itinerari alla scoperta di beni paesaggistici, storici ed artistici di pregio: molti da valorizzare per una libera fruizione, ma altri necessitanti di indilazionabili interventi: è il caso di Palazzo Restelli a Boccasette che rischia la nefasta fine del palazzo di Cao Marina di Porto Viro; ma è anche il caso delle tele di Rinaldo Orteschi “da Rovigo”, pressoché sconosciuto pittore del XVIII secolo, le cui opere a Melara attendono cure e occasioni di apprezzamento.
(estratto dall’editoriale di Lino Segantin)

Ventaglio n.38 – Gennaio 2009

Dall’Adige al Po

A Palazzo Roverella, è stato affidato a Pinocchio, con la rassegna di pittura dedicata al burattino di Collodi, il compito di passare dalla riuscitissima mostra della Belle Epoque (che ha visto convergere a Rovigo ben 35.000 visitatori) all’allestimento che costituirà l’evento artistico di grande richiamo per il 2009.
Dalla nuova grande mostra, “Dèco, l’arte in Italia dal 1919 al 1939” – anche questa come le precedenti ideata e sostenuta dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo di concerto con l’Accademia dei Concordi, Comune e Provincia di Rovigo – si attendono risultati altrettanto favorevoli se non superiori a quelli raggiunti dalle precedenti iniziative. Manifestazioni di grande pregio che hanno contribuito in modo determinante a far entrare il capoluogo polesano nel novero delle “città d’arte”, con l’orgoglio di poter mettere in luce, accanto alle mostre temporanee, i fondamentali punti di riferimento artistici ed architettonici del capoluogo, rappresentati in primis dalla Rotonda e dal Castello.
E se da un anno è giunto a termine l’intervento di consolidamento del soffitto della Rotonda, non sono invece ancora conclusi i lavori di recupero del Castello, il bene storico-architettonico più importante di Rovigo, giacché rappresenta il nucleo da cui, a partire dal 920, prese vita la stessa città. L’attesa per poter ritornare a fruire dell’importante bene, di cui si conservano le due torri e un tratto delle mura medioevali, inizia a configurarsi eccessiva e non si può che esprimere l’auspicio che le promesse di vedere la conclusione dei lavori prima dell’avvio del nuovo importante evento al Roverella siano mantenute. E ciò anche per presentare ai visitatori della nuova mostra un’immagine della città che non appaia sfregiata dal grande cantiere e, non ultimo, per rendere più accettabili i disagi di mobilità da poco iniziati, imposti dal rifacimento del Corso del Popolo destinato ad assumere un nuovo look più consono al capoluogo.
(estratto dall’editoriale di Lino Segantin)

Ventaglio n.37 – Luglio 2008

18
1990-2008: il Ventaglio compie 18 anni. Un numero, il 18, che sembra richiamare l’at-tenzione più di altri per il valore simbolico che lo connota. Nella nostra civiltà, infatti, il diciottesimo compleanno coincide con la piena emancipazione di ogni persona, con la com-pleta acquisizione dei diritti civili e con la gagliardìa di una stagione della vita contrasse-gnata da nuove speranze. Un momento topico, dunque, in cui è lecito e perfino doveroso festeggiare e definire nuovi progetti di vita.
E anche noi del Ventaglio sentiamo di non poter ignorare il clima particolare del 18°compleanno e la voglia di un momento di festa. Un’occasione anche per rimarcare il valore di un impegno assunto 18 anni fa, all’aprirsi dell’ultimo decennio del XX secolo. Un impe-gno giornalistico ed editoriale che non ci sembra immodesto definire originale, caratteriz-zato da una continuità di azione, portata a compimento con l’obbiettivo di evidenziare le valenze – non sempre sufficientemente valorizzate – che caratterizzano il nostro territorio.
E’ la nostra una “terra d’acque”, ricca di caratteristiche ambientali, che, per crescere e prosperare, da sempre ha richiesto la presenza solerte dell’uomo, che in più occasioni ha saputo raggiungere traguardi significativi, in grado di lasciare tracce permanenti nel corso del tempo. E, tra tutte le testimonianze del passato, eccezionale si presenta Villa Badoer, l’eccellente costruzione di Andrea Palladio, del quale pure quest’anno si festeggia l’impor-tante ricorrenza del cinquecentesimo della nascita.
Alla Badoera, nel V Centenario della nascita del suo artefice, dedichiamo dunque, quale doveroso omaggio, la copertina di questo numero e l’articolo di apertura. Con la sottolinea-tura di un aspetto profondamente umano, rappresentato dalla singolare storia di affetti che sta alla base della eccelsa costruzione: un forte legame di amicizia tra due giovani venezia-ni, il cui ricordo è eternato in alcuni affreschi presenti nella villa.
(dall’editoriale di Lino Segantin)