Città segreta

Esoterismo, Massoneria e il propagarsi dell’ eresia nella Rovigo del Cinquecento.
Rovigo, Veneto –  Perfettamente in sintonia con ‘Arte e Magia’. Il fascino dell’esoterismo in Europa, mostra attualmente allestita a Palazzo Roverella, a Rovigo, si colloca il volumetto ‘Citta segreta’. Storie, cronache, leggende nella Rovigo del Cinquecento. Ricerca sulla storia, la cultura e il contesto sociale di questa città a cura di Giorgia Businaro e Giovanna Pizzo.
Giunta alla terza ristampa, l’opera è stata realizzata nell’ambito del bando ‘CulturalMente’, edizione 2016, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Alla base, una accurata ricerca su documenti d’archivio tesa ad approfondire la conoscenza dei luoghi, dei fatti che vi si verificarono e dei loro protagonisti. Scopo primario quello di approfondire la conoscenza di un secolo, il Cinquecento, nel Polesine, dilaniato da scontri politici che esponevano il territorio alle brame delle potenze straniere mentre Roma e  la chiesa erano scosse dalla contestazione  verso le gerarchie ecclesiastiche che spalancava le porte alla eresia luterana e al protestantesimo.
    Viene,così, svelata la scarsa conoscenza di luoghi ed eventi che, per tanti anni, ha ignorato il passato dellà nostra città,  scandito da soprusi, angherie, torture perpetrati soprattutto sulle donne, vittime di processi e di emarginazione sociale, culturale e religiosa.  Sullo sfondo, lotte e contese tra potenze rivali che impedirono lo sviluppo economico e sociale del territorio e del nucleo urbano. Altro merito di questa pubblicazione è  l’aver rintracciato e identificato luoghi ormai scomparsi per sempre; sedi di cenacoli e Accademie dove l’interesse per la ‘riforma’ si alimentava, mettendo in discusione valori e certezze secolari.
     L’incontro dedicato ad ‘Ars Magae’, svoltosi nei giorni scorsi nello studio artistico di Miranda Greggio e Luigi Milani, in via Mazzini, a Rovigo,  ha concluso il giro di presentazioni di  ‘Città segreta’ focalizzando l’attenzione sull’Esoterismo – dottrine spirituali di carattere segreto – che trovarono una sede privilegiata nella cappella  Sansevero, oggi sconsacrata, a Napoli. Un luogo dove i riferimenti al mondo esoterico e alla massoneria si mescolano in una atmosfera fuori dal tempo e dallo spazio.  Dell’ edificio, risalente alla metà del ‘700, ha dato notizie Miranda Greggio spiegando che: “Venne  fatta costruire da Raimondo di Sangro, principe di Sansevero e primo Gran Maestro della Massoneria napoletana. L’edificio, vera e propria dimora filosofale, contiene autentici capolavori come: il ‘Cristo velato’, una delle sculture più belle al mondo; le straordinarie ‘macchine anatomiche – veri scheletri di un uomo e una donna avvolti nel proprio apparato circolatorio, in straordinario stato di conservazione. Poi il complesso marmoreo ‘Il  disinganno’ dedicato al padre e ‘ La pudicizia’, scultura ispirato alla figura della madre, morta quando il principe era piccolissimo”.
  Con gli interventi di  Giorgia Businaro e Giovanna Pizzo, l’attenzione del pubblico presente è stata riportata su Rovigo e sui luoghi oggi scomparsi o destinati ad altri usi: la Camera di Commercio, la chiesa di Santa Giustina, il palazzo Marchionale. La berlina, issata in piazza Vittorio Emanuele II per punire i delinquenti.  E’ stata formulata l’ipotesi che le due torri servissero all’avvistamento fluviale e la città fosse costituita da due nuclei: quello del Duomo e quello di Santa Giustina. E a metà di via Mazzini, nel luogo dove ci si trovava in quel momento, ci fosse, una volta, la sede dell’ Accademia degli Addormantati, fondata, nel 1553, da Giovanni Domenico Roncale. L’Accademia attrasse molti esponenti di note famiglie rodigine che, chiusa l’ Accademia,  fecero propaganda alle teorie ereticali nel resto del Polesine, provocando la pesante reazione inquisitiva da parte del Sant’Ufficio di Rovigo. Molto duro  anche il trattamento riservato alle donne in odore di eresia o di stregoneria. Costrette a vivere fuori dalle mura della città, in zone povere, queste  reiette preparavano pozioni e praticavano la stregoneria per campare.
    A sua volta, Giovanna Pizzo ha spiegato che, a Rovigo, il tribunale dell’Inquisizione era molto severo con le donne a causa del propagarsi delle eresie protestanti e del numero crescente di affiliati dell’ Accademia degli Addormentati; fra loro numerose donne, mogli o parenti degli affiliati, che partecipavano alle discussioni maschili.
 Più misera la sorte delle donne tacciate di stregoneria, spesso costrette a prostituirsi per sopravvivere. La più conosciuta, Costanza, preparava pozioni per ‘legare’ relazioni amorose. La reazione della chiesa provocò imprigionamenti e uccisioni. E c’era un gruppo di loro  che si riuniva e incontrava nella zona limitrofa al tempio della Rotonda, in via Verdi dove c’era il convento della Santissima Trinità, davanti al cimitero ebraico o nella zona di san Francesco, nonostante la presenza di un capitello dedicato ad una immagine della Vergine considerata miracolosa. Se succedeva qualcosa di strano era sempre colpa di queste donne; a Costanza e ad un’altra di loro venne  amputata la punta del naso e  un orecchio.  Di sicuro c’era solo la conoscenza che queste sfortunate, chiamate anche ‘segnaresse’ , in relazione alla pratica di ‘segnare’ parti del corpo colpite da mali e sofferenza, avevano di tantissime persone e dei loro problemi e intrighi.
Lauretta Vignaga

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