Il male di vivere nelle opere di Mosé Baratella

Il male di vivere nelle opere di Mosé Baratella.
Retrospettiva in memoria del padre allo Studio Arte Mosè
Inaugurata lo scorso 10 settembre, la mostra curata da Vincenzo Baratella ed Emanuela Prudenziato, rimane allestita fino al 29 settembre, con orario di visita 16.30 – 19.30, dal lunedì al venerdì. Lo Studio arte Mosé si trova in via Fiume, 18, a Rovigo.   

Rovigo – Come altre volte in passato, la nuova stagione espositiva, allo Studio Arte Mosè, è iniziata con un omaggio d’affetto del titolare, Vincenzo Baratella, alla memoria del padre Mosé. Stimato pittore, vissuto nel Polesine del ‘900, Mosé ha sperimentato di persona le difficoltà degli anni prima e dopo la seconda guerra mondiale, segnati da trasformazioni epocali nella famiglia e nella società, nella politica e nella pratica religiosa. Insofferente sia dei totalitarismi che delle rivoluzioni culturali, delle logiche politiche come dell’atteggiamento coercitivo della religione, denunciò tutto questo nei suoi dipinti, con largo anticipo sui tempi.

“Un male di vivere che lo rodeva dentro, nutrendo insofferenza e pessimismo, noia e nausea verso quello che vedeva attorno a sè e diventerà tema di scontro e confronto tra le diverse componenti sociali solo qualche decennio dopo e fonte di ispirazione per i movimenti artistici” – ha spiegato Vincenzo, inaugurando la retrospettiva dedicata al padre.
Un numero limitato di opere, quelle selezionate nella vasta produzione di Mosè e presenti nella galleria. Poche ma estremamente significative e crude nel denunciare fatti e situazioni che oggi sono entrati nel sentire comune della gente. L’emancipazione femminile, la libertà dei costumi che accomuna maschi e femmine, le tendenze omosessuali che si cominciavano ad esibire, l’ipocrisia di certi rappresentanti del clero che tenevano in soggezione il popolo bigotto,   l’ideologia socialista che opprimeva i popoli. Tutto viene raccontato con dovizia di particolari, la precisione del segno e la ricchezza dei colori: forti e brillanti o cupi e tenebrosi quando la pietà e la misericordia divina vengono tradite.
Una mappa della realtà tracciata con disegni e oli su carta che Mosé definiva ‘mattane’ per ‘velare’ le sue verità, troppo crude per essere accettate.