La famiglia Diedo ed il ciclo pittorico del Castello di Arquà Polesine

La famiglia Diedo e il ciclo pittorico del castello di Arquà nella tesi di laurea di Lara Girotti

 Arquà Polesine ( Rovigo), Veneto – Agli affreschi  che impreziosiscono le stanze  del castello di Arquà Polesine, dimora della famiglia Diedo, del ramo dei Santi Apostoli, patrizi veneziani che si erano spostati in terraferma, ha  dedicato  una indagine precisa e approfondita Lara Girotti per realizzare la propria tesi di laurea in ‘Storia delle Arti e Conservazione dei Beni   Artistici’. Un lavoro attento e  minuzioso dove ricerca e confronto vanno di pari passo, raccolto in un volume che verrà presentato alla cittadinanza di Arquà Polesine, e a tutti coloro che hanno  interesse per la storia del territorio, venerdì sera, alle 20.30, nella Sala Consiliare del castello, presente il direttore dell’Archivio di Stato di Rovigo, dott  Luigi Contegiacomo, e il critico d’arte e giornalista, Sergio Garbato.  
 Mattinate e pomeriggi trascorsi  negli archivi di Venezia e Rovigo hanno consentito alla neo laureata di confrontare tecniche e datazioni, di indagare attribuzioni e l’identità dei committenti, giungendo alla ricostruzione storico – biografica e patrimoniale dei diversi membri della famiglia. Riuscendo, anche, a stabilire quali fossero le modalità di fruizione dell’ edificio e il genere di sfruttamento dei possedimenti terrieri attigui alla nobile magione.  L’ analisi stilistica e iconografica ha, inoltre, consentito a Lara Girotti di mettere in relazione il ciclo pittorico di Arquà con precedenti prerogative della committenza patrizia veneziana.
  A rendere la serata ulteriormente piacevole e interessante sarà la presenza della musicista Paola Magosso, diplomata in arpa celtica al Conservatorio ‘Venezze’, di Rovigo, che offrirà al pubblico in sala alcuni saggi della sua arte.
   Promotore dell’evento il Comune di Arquà Polesine in collaborazione con l’Archivio di Stato di Rovigo.
Cenni storici sul castello di Arquà Polesine.
La costruzione è situata nel mezzo del paleoalveo denominato ‘Pestrina o Filistina’, un antico ramo del Po oggi completamente interrato. L’edificio è ben visibile all’intorno per il suo emergere sul piano campagna circostante con la sopraelevazione di 5 mt. sul livello del mare.  Edificato per volontà  di Guglielmo III Aleardi, della famiglia estense dei Marchesella, il castello risale al 1146 e aveva lo scopo di proteggere i proprietari dagli attacchi dei feudatari polesani e mantenne il suo carattere di fortificazione durante tutto il periodo di dominazione estense. A metà del ‘500, con l’acquisizione della struttura da parte della famiglia Diedo, prima, e Mula, dopo, l’edificio subì una totale ristrutturazione, per adeguarsi al ruolo di casa di villeggiatura e di incontro di nobili colti e raffinati. Assunse anche la connotazione di azienda agricola, centro di raccolta e smistamento dei prodotti della terra e deposito di legna e fascine.
 Il corpo principale fu arricchito da affreschi su temi mitologici, biblici e storici e fu aggiunto un edificio caratterizzato da 13 arcate secentesche il cui primo piano fu adibito a granaio.
Lauretta Vignaga