La storia del profumo inaugura l’annata dei Lions rodigini

Rovigo, Veneto  – Con la visita alla mostra di Fratta Polesine, Museo Archeologico nazionale, ‘ Storia del profumo. Profumo della storia‘,  il Lions club di Rovigo ha inaugurato la nuova annata sociale. Una esperienza affascinante che si è dipanata tra i reperti archeologici risalenti alle antichissime civiltà del bacino del Mediterraneo: Egitto, Grecia, Mesopotamia, Arabia.  Giarette, brocchette, balsamari in terracotta e ceramica decorata, presenti nelle vetrine del Museo  e, in secoli più recenti, ampolle e vasetti di vetro a forma sferoidale con lungi colli e beccucci per preservare l’intensità dell’aroma del contenuto. Un approccio a tecniche di preparazione e sostanze impiegate sotto la guida di Stefano Manfredini, presidente della Scuola di Farmacia dell’Università di Ferrara e tra i curatori del progetto scientifico della mostra.
 Soci e ospiti del Lions club rodigino sono entrati nel mondo magico e misterioso delle divinazioni basate sulla spirale di fumo che saliva dalle sostanze odorose e dall’ incenso bruciati sugli altari degli dei. Misture di sostanze di origine vegetale macinate insieme ad olii vegetali e il composto, poi, strizzato in un lenzuolo. Oppure, si lasciavano macerare gli aromi dentro basi grasse come olio di oliva,  mandorle, lino o sesamo, finché il grasso ne restava saturo. Il profumo esaltava la bellezza  femminile, la sensualità,  ma era largamente diffuso anche tra gli uomini del ceto più abbiente. Distingueva la persona che lo indossava diventando uno status symbol. A Roma si profumavano anche gli schiavi ma le essenze erano di bassa qualità.
“Con la diffusione del profumo hanno cominciato ad essere registrati anche i metodi di preparazione e le sostanze impiegate. Fonti scritte erano già diffuse nel IV -III secolo avanti Cristo ma una letteratura vera e propria si ha dalla fine del Trecento grazie agli speziali e alle loro conoscenze chimiche e farmaceutiche, mediche e botaniche. Nel  Museo di Fratta ci sono testi datati dalla metà del 1500 alla fine del 1600, quando Venezia deteneva il primato nell’arte  profumatoria. Primato poi assunto da Firenze e  da Parigi, quando Caterina De Medici divenne regina di Francia.
La parte finale dell’esposizione testimonia la diffusione, massiccia, che profumi ed essenze ebbero tra la fine dell’800 e il primo quarto del ‘900. Saponi, acque di colonia, lozioni trionfavano sui manifesti pubblicitari, accostati a immagini di donne eleganti e seducenti, veri oggetti del desiderio. Poi è arrivato il ‘percorso olfattivo’, espediente museografico  ideato da Marco Vidal per il Museo del profumo di Venezia, il momento più inebriante dell’intero percorso.  Guidati da Chiara Beatrice Vicentini, realizzatrice della mostra assieme a Federica Gonzato e Stefano Manfredini, il gruppo Lions ha preso contatto con una serie di ‘albarelli’, i vasi tipici degli speziali, riprodotti in ceramica graffita ferrarese, per ‘testare’ le materie prime alla base delle composizioni dei profumi. Sei le famiglie olfattive rappresentate messe a disposizione dei visitatori alzando i coperchi dei vasi e ‘annusando’.
Dopo le delizie olfattive quelle del palato con la cena in un ristorante della zona. Ad accogliere i soci e gli invitati la neo presidente, dott. Lorenza Andreotti, che ha presentato la sua squadra: past president e presidenti incominig, segretario, tesoriere, cerimoniere, consiglieri, censore e responsabile del comitato soci che svolgeranno le diverse mansioni nel club. Il momento del caffè è stata l’occasione per Lorenza di presentare il suo programma per l’annata, focalizzato su : Salute, Ambiente e Cultura. Temi che saranno sviluppati nelle varie serate già messe in calendario. Il rituale tocco della campana ha concluso l’incontro.
Lauretta Vignaga